2009
TAROUDANT | MAROCCO DEL SUD
“Module zwin” o “modulo zeta”, rappresenta un archetipo della casa araba del Sud del Marocco; una rivisitazione della tipologia locale alternativa alle dilaganti costruzioni in blocchi prefabbricati di cemento: un modello abitativo bioclimatico ispirato alla tradizionale casa in terra…
L’idea nasce dall’esigenza del comune di Taroudant (valle del Sous) di trovare una risposta alla domanda di abitazioni sociali, a basso costo, ricorrendo ad un linguaggio architettonico e tipologico consueto alla popolazione, seppur di rivisitato standard qualitativo.

La casa della Medina accoglieva un nucleo sociale dove, ai vari livelli dell’edificio, erano alloggiati i vari gruppi famigliari, legati da relazione di parentela, a partire dalle generazioni più vecchie dislocate ai piani inferiori; la costruzione aveva normalmente uno sviluppo su due piani fuori terra, ma il modulo aggregativo poteva accrescersi anche su più orditi.
Attualmente a questa necessità si fa fronte – ove esistano le risorse – ad una completa sostituzione del tessuto urbano storico con abitazioni realizzate in cemento armato e briques parpaings: sostituzione, di fatto, che determina anche la perdita di una cultura millenaria del costruire (o dell’autocostruire) in pisè.

Lo studio di fattibilità non propone solo l’adeguamento tecnologico del processo costruttivo della terra cruda, ma intende richiamare anche l’impianto distributivo dell’abitazione tipica: edificio a “corte” (o pozzo di luce) con minimi affacci finestrati verso l’esterno, ingresso a chicane, ambienti a cella allungati, divisori e tamponamenti secondari (non strutturali) in legno o mattoni crudi.

La costruzione, oltre che essere realizzata con materiali diffusamente ecologici, è totalmente ispirata a criteri bioclimatici per il controllo dell’apporto calorico esterno, la ventilazione naturale ed in comfort interno beneficiando del sostanziale contributo di sfasamento termico dovuto all’involucro in terra cruda, ma anche di camini di ventilazione, tubi solari, protezioni di copertura semi-trasparenti e dall’acqua, per quanto occasionale, raccolta in cisterne di accumulo interrate.

Interessante notare che la modularità della tipologia si presti anche a riprodurre sistemi aggregativi più complessi o edifici di una categoria funzionale superiore, come ville padronali con cortili e giardini che ricordano i riad: l’immagine di copertina, che simula un’ambientazione del genere, evidenzia come aggiungendo altri elementi funzionali secondari (ad esempio il criptoportico ed il muro di cinta) si passi ad una dimensione di cellula urbana di ordine tipologico superiore, non più di esclusivo grado edilizio.